FK Zenit St. Petersburg

  • fondata nel 1925
  • stadio Petrovskij - 21570 posti a sedere

Zenit San Pietroburgo, dalla Russia con amore

dal 2010 al 2013

Il 27 giugno 2011 ho lasciato l’Italia, perché sono stato acquistato definitivamente dalla squadra russa dello Zenit San Pietroburgo capitanata dal tecnico Luciano Spalletti, che mi ha voluto fortemente nel suo team. Il 6 agosto c’è stato il mio esordio con la nuova squadra nella partita di campionato vinta 2-0 dal Zenit in trasferta contro il Cska Mosca.

Il 13 settembre dello stesso anno ho esordito in Champions League, nella prima partita del girone: un’esperienza davvero molto gratificante, anche perché giocare in Champions League è il sogno e uno dei principali obiettivi di ogni calciatore. San Pietroburgo è una gran bella città, ricca di storia e tradizione. E anche i tifosi dello Zenit sono molto generosi (lo stadio è praticamente sempre pieno!).

Sto vivendo un’esperienza che mi sta facendo crescere moltissimo, anche a livello umano e non solo sportivo. Proprio come tanti miei coetanei italiani anch’io sono “emigrato”: lasciare la propria terra natale, specie se la si ama tantissimo come nel mio caso, non è facile, ma uscire dai confini nazionali ti porta a sperimentare modi di vita e culture differenti che alla fine non fanno altro che ampliare i propri orizzonti personali.

Sono grato allo Zenit e alla città di San Pietroburgo di avermi “adottato” e di avermi consentito di sperimentare il calore umano del popolo russo.

Italia

  • fondata nel 1910

Con l’Italia nel cuore

dal 2005 al 2013

Giocare nella nazionale è un altro dei sogni e degli obiettivi di ogni calciatore che si rispetti. Battersi per la squadra del proprio Paese sta a significare che si è fatto un buon lavoro e che puoi fare qualcosa di grande per i tifosi del tuo Paese. Personalmente ho totalizzato 20 presenze con la Nazionale maggiore, dopo aver giocato 17 partire con l'Under 21.

In quest’ultima formazione sono stato voluto per la prima volta dal tecnico Pierluigi Casiraghi, che a novembre 2006 mi ha fatto esordire in una partita amichevole contro la Repubblica Ceca.

Il 12 agosto 2009, nel mio ventiduesimo anno di età, ho compiuto un altro importante passo per la mia carriera professionale: ho infatti esordito in Nazionale con il commissario tecnico Marcello Lippi, giocando da titolare nella partita amichevole Svizzera-Italia tenutasi a Basilea e finita con un pareggio.

Che emozione questa mia prima partita a Basilea con la maglia azzurra! Impossibile descrivere esattamente quello che ho provato, ma avevo nel cuore una grande gioia mista a orgoglio, sì all’orgoglio di difendere i colori della squadra del mio Paese. Sono stato poi convocato per il Mondiale 2010 in Sudafrica, dove ho giocato da titolare come terzino sinistro nelle tre partite disputate dalla Nazionale. Anche qui, che esperienza emozionante e unica, con la fierezza e la gioia grande di essere e sentirmi italiano.

Genoa

  • fondata nel 1893
  • stadio Luigi Ferraris - 36536 posti a sedere

Genoa, la squadra degli esordi e del mio cuore

dal 2006 al 2010

Ho esordito giovanissimo (ero ancora pre-adolescente) con la maglia del Genoa: in questa squadra e a Genova ho trascorso gli anni più belli della mia carriera e vissuto alcune delle più importanti tappe della mia crescita sportiva e professionale.

Questi gli inizi: dopo che Claudio Onofri e i suoi collaboratori mi notarono al Vomero, decisero di farmi fare un provino nel capoluogo ligure, superato il quale disputai nel Genoa il memorial "Gaetano Scirea" a Matera e, finito il torneo, Onofri e i suoi mi presero definitivamente.

Lontano dalla famiglia, a quattordici anni, non è stato facile: mi sentivo solo, ma dentro di me avevo la certezza di stare muovendo i primi passi verso una seria carriera sportiva. Ad appena sedici anni ho effettuato il mio esordio in Serie B, proprio con la maglia genoana: era il 7 giugno 2003, nella gara Genoa-Cosenza. E ancora un altro inizio, sempre coi genoani, è stato Il primo goal in Serie B, messo da me a segno nella gara che il Genoa si è aggiudicato per 3 a 2 contro il Treviso, fuori casa, nel dicembre 2006. Insomma Genova e i genoani mi hanno portato proprio fortuna.

A Genova tornerò senz’altro a vivere, perché questa bellissima città ce l’ho proprio nel cuore! I tifosi genoani mi hanno sempre trattato come un figlio cui dedicare le migliori attenzioni e questa loro affezione mi ha fatto sentire una persona che vale. Per me è stato bello ed entusiasmante contribuire alla qualificazione del Genoa nell'Europa League, a diciassette anni dall'ultima presenza del club nelle coppe europee. Un giorno, ne sono certo, tornerò a vestire la maglia di questa squadra, che ha svolto un ruolo così importante nella mia vita.

Juventus

  • fondata nel 1897
  • stadio Juventus Stadium - 41100 posti a sedere

Alla Juventus, che periodo complicato!

dal 2007 al 2008

Nel 2004, dopo che sono passato alla Juventus (sebbene fossi in comproprietà col Genoa), ho giocato per due stagioni nella squadra (giovanile) Primavera, con la quale – due anni dopo – ho anche vinto il campionato.

Ricordo con una certa nostalgia quel periodo, intenso e di grandi prospettive per un giovane come me, non ancora ventenne e membro di una delle squadre giovanili più prestigiose del nostro Paese.

Torino è una grande città, con un valore simbolico importante per le persone che vengono dal Sud e anche a me, giovane partenopeo, ha consentito di mettermi alla prova, sotto vari punti di vista.

A Torino ho assaporato tante gioie, ma anche qualche cocente delusione. Il 25 agosto 2007, a vent’anni, ho esordito ufficialmente nella Juventus e in Serie A.

Il tecnico Claudio Ranieri ha avuto fiducia in me e mi ha impiegato con continuità come difensore centrale. Dopo alcune partite ha deciso però di ridisegnare l'assetto della difesa: a causa anche di un errore da me commesso, tra l'altro contro uno degli attaccanti più forti del mondo (un certo Francesco Totti, lo conoscete?), sono stato messo fuori dalla rosa dei titolari.

Da settembre a gennaio ho totalizzato 9 presenze, ma dal momento in cui la stampa ha iniziato letteralmente a “massacrarmi” con le sue critiche, nessuno ha preso veramente le mie difese. Che solitudine e che delusione, in quei momenti! Ma, ahimé, anche questo fa parte del calcio (e forse pure della vita).

TROFEI
3
GOAL
8
PRESENZE
117
MINUTI GIOCATI
9827
TROFEI
0
GOAL
0
PRESENZE
33
MINUTI GIOCATI
2316
TROFEI
0
GOAL
9
PRESENZE
161
MINUTI GIOCATI
13891
TROFEI
0
GOAL
0
PRESENZE
9
MINUTI GIOCATI
720